LA FELICITÀ NON ESISTE

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Con il precedente articolo (vedi: RITORNO) ho inaugurato il nuovo corso di questo blog, esclusivamente dedicato alla meditazione zazen.

Parlare di zazen, in realtà, serve solo ad allontanarci dalla sua essenza, in quanto questa meditazione prescinde (per i “bravi” che ci riescono) dal pensiero.

Purtroppo, dato che io non mi trovo tra questi bravi mi tocca, ancora, di legare questa pratica ad alcune idee.

Nell’articolo, di cui ti ho detto sopra, ho scritto che LA MEDITAZIONE NON SERVE A NIENTE e ti posso assicurare che sono sufficientemente convinto di ciò. È, tuttavia, innegabile che chi comincia a praticare qualsiasi forma di meditazione, inizialmente, è alla ricerca di qualcosa. Lo stesso è successo anche per me.

Il più delle volte si cerca un modo per “rilassarsi”, per ridurre lo stress, per “svuotarsi” dai propri pensieri. In pratica, si medita per una lunga serie di CAZZATE.

Chi prima, chi poi, si arriva a credere che la meditazione possa aiutare ad essere felici.

Devo dirti una cosa: ad un certo punto, anche grazie alla meditazione (soprattutto zazen), capisci che LA FELICITÀ NON ESISTE, È SOLO UNA PAROLA CHE DISTOGLIE LA NOSTRA ATTENZIONE DALLA VITA.

 

Lo so, ti ho detto una cosa “terribile”.

Ma non farla troppo tragica, non mi fraintendere. Tale affermazione può sembrare quella di un povero “disgraziato” in preda alla depressione, ma la cosa buffa è che anche alcuni personaggi famosi che, apparentemente, non avrebbero avuto nulla a che fare con l’infelicità hanno espresso un’opinione simile alla mia.

Consideriamo, ad esempio, cosa disse Totò. Ascolta le sue parole nel seguente video:

 

Certamente, Totò ha espresso un’opinione piuttosto “pesante”, che io non riesco a condividere pienamente (fa troppo paura).

Preferisco pensare che la verità sia più vicina a ciò che ha affermato Jerry Lewis:

 

Penso che con la pratica dello zazen si finisca per acquisire una diversa saggezza, comprendendo che:

 

Questa affermazione non è certamente mia, ma viene attribuita da alcuni a Buddha, da altri a Confucio.

Non importa chi sia il suo vero autore, l’importante è che ci possa aiutare a comprendere che finché la felicità è qualcosa che cerchiamo, non la troveremo mai.

Io pratico zazen anche per questo motivo.

 

Ciao a tutti da Renato

 

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