IL VALORE DEL PRESENTE

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Voglio dedicare questo mio articolo sempre alla Mindfulness, sperando di non risultare eccessivamente noioso per il mio recente (ostinato) interesse al tema.

noiaSono tuttavia convinto della sua utilità pratica nella mia crescita personale (e spero anche nella tua).

 

Come ho scritto in un precedente articolo il termine “mindfulness” si riferisce ad una attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante alla propria esperienza nel momento in cui essa viene vissuta.

Confesso un certo mio disagio (alias “senso di colpa”) correlato alla tendenziale difficoltà che trovo nel riuscire a mantenere questo tipo di attenzione per ogni mia esperienza.

In pratica, penso che non sia facile riuscire a “vivere qui ed ora”, senza le interferenze rappresentate spesso da “inutili pensieri”. Ciò è assolutamente vero per chi, come me, deve ancora fare un lungo cammino nello sviluppo della propria mindfulness.

emoticon-tristeEssere capace di una costante “presenza mentale” può risultare abbastanza “affascinante” (se non completamente convincente per qualcuno), ma cercando di essere realista o, quantomeno, ammettendo tutte le mie difficoltà, ho cercato di fare alcuni approfondimenti sul concetto di “mindfulness” (alias “consapevolezza”), per stabilire un punto di partenza adeguato alle mie attuali capacità.

Negli articoli dedicati alla Mindfulness mi sono avvalso di diverse fonti da cui poter fare i miei bei “copia-incolla”. Tra queste fonti c’è il Centro Italiano Studi Mindfulness (CISM), un’associazione che ha come intento primario,  la diffusione e  la promozione della Mindfulness e delle sue applicazioni. Visitando il sito stesso dell’associazione, puoi trovare una breve definizione del protocollo MBSR, dove si tovra scritto che “la prospettiva della mindfulness introduce un modo profondamente diverso di porsi in relazione con la propria esperienza. E’ un modo per entrare in contatto con ciò che succede dentro e fuori di noi; un modo per prendersi cura del corpo e della mente, sviluppando la capacità di stare nel presente; un metodo sistematico per gestire stress, dolore e malattie, ma anche per affrontare efficacemente le sfide della vita quotidiana; una capacità intrinseca a noi esseri umani da sempre, che va semplicemente riscoperta”.

In altri articoli ho anche citato un autore che ho trovato estremamente interessante, Anthony De Mello, il quale afferma che “la scomparsa totale dei sensi di insicurezza si avra’ soltanto quando avrai quella benedetta capacita’ degli uccelli del cielo e dei fiori del campo di vivere pienamente, momento per momento, nel presente, per quanto insopportabile questo possa apparire”.

Ma quale può essere il significato della “presenza mentale” per l’uomo comune, cioè per chi non è ancora così “illuminato” come un Buddha? Come si può essere realmente capaci di vivere il presente?

 

Su questo tema, mi è venuto “in soccorso” Eckhart Tolle che, nel suo libro COME METTERE IN PRATICA IL POTERE DI ADESSO, fa un’arguta distinzione tra “tempo psicologico” e “tempo orario”.

Tolle esorta a “LASCIAR CADERE IL TEMPO PSICOLOGICO”

“Imparate a usare il tempo negli aspetti pratici della vita (possiamo chiamarlo tempo orario) ma ritornate immediatamente alla consapevolezza del momento presente quando si sono risolte tali questioni pratiche. In questo modo non vi sarà accumulo di «tempo psicologico», che è l’identificazione con il passato e la proiezione continua e compulsiva verso il futuro.

Se vi ponete un obiettivo e lavorate per raggiungerlo, utilizzate il tempo orario. Siete consapevoli di dove volete andare, ma onorate e dedicate la vostra massima attenzione al passo che state compiendo in questo istante. Se poi vi concentrate eccessivamente sull’obiettivo, magari perché in esso state cercando felicità, appagamento o un più completo senso del sé, l’Adesso non viene più onorato. Viene ridotto ad un semplice gradino verso il futuro, privo di valore intrinseco. Allora il tempo orario si trasforma in tempo psicologico. Il viaggio della vostra vita non è più un’avventura ma solo un bisogno ossessivo di arrivare, di raggiungere, di «farcela». Non vedete e non annusate più i fiori sul ciglio della strada, né siete consapevoli della bellezza e del miracolo della vita che si manifesta attorno a voi quando siete presenti nell’ Adesso”.

Tolle, afferma anche che “tempo e mente sono inseparabili. Se alla mente togliete il tempo, questa si ferma, a meno che non decidiate di utilizzarla.

Identificarsi con la mente significa essere intrappolati nel tempo: la compulsività di vivere quasi esclusivamente attraverso il ricordo e l’anticipazione. Ciò crea una preoccupazione continua nei riguardi del passato e del futuro e una indisponibilità a onorare e riconoscere il momento presente e a permetterlo. Tale compulsività nasce perché il passato ci fornisce un’identità e il futuro racchiude la promessa di salvezza, di appagamento sotto qualsiasi forma. Entrambi sono illusioni .

Più siamo concentrati sul tempo (passato e futuro), più ci sfugge l’Adesso, la cosa più preziosa che esista.

Perché è la cosa più preziosa? In primo luogo perché è l’unica cosa. È tutto ciò che esiste. Il presente eterno è lo spazio entro cui si svolge l’intera vostra vita, l’unico fattore che rimane costante. La vita è adesso. Non vi è mai stato un tempo in cui la vostra vita non fosse adesso, né vi sarà mai .

In secondo luogo l’Adesso è l’unico punto che possa condurci al di là dei confini limitati della mente. È il vostro unico punto di accesso al regno senza tempo e senza forma dell’Essere. Vi è mai capitato di sperimentare, fare, pensare o sentire qualcosa al di là dell’ Adesso? Ritenete che possa mai capitarvi? È possibile che qualcosa avvenga o esista al di là dell’Adesso? La risposta è ovvia, non è vero?

Niente è mai avvenuto nel passato; è avvenuto nell’ Adesso. Niente avverrà mai nel futuro; avverrà nell’Adesso.

L’essenza di ciò che sto dicendo non può essere capita dalla mente. Nel momento in cui l’afferrate, vi è un trasferimento di coscienza dalla mente all’Essere, dal tempo alla presenza. All’improvviso tutto appare vivo, irradia energia, emana Essere”.

 

Ho trovato un video, presente su YouTube, che spiega meglio di tante parole, cosa significa il “qui ed ora” di cui parlano tanti maestri illuminati.
Si tratta di uno spezzone di un film poco conosciuto, intitolato “La Forza Del Campione”, che a sua volta è tratto da un libro: “La Via del Guerriero di Pace” di Dan Millman.

Il film racconta la storia di un giovane ginnasta di successo che, dopo un brutto incidente in cui si frattura una gamba, si ritrova abbattuto e disperato. Un misterioso Socrate (Nick Nolte) lo porterà a un superiore livello di forza e di conoscenza, per lasciarsi il passato alle spalle e ritornare ad essere un campione.

(Tra l’altro, sempre su YouTube, puoi anche trovare l’intero film: PRIMO TEMPO e SECONDO TEMPO)

 

Ammetto che i suddetti concetti hanno un certo gusto “esotico” di filosofia buddhista, che non tutti possono capire o accettare.

Ma a dir la verità, anche Gesù, a proposito di come rapportarsi con il futuro (in funzione di ciò che di più sacro è spiritualmente importante c’è nella nostra esistenza), disse ai suoi discepoli:

“… Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? … Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso …”
(dal vangelo secondo Matteo, 6,24-34),

 

OK, facciamo finta di essere “tutti” d’accordo con i “precetti” di tanti maestri illuminati. Si dovrebbe essere capaci di non farsi fregare dalla propria mente, senza trasformare il tempo orario in tempo psicologico, dedicando la nostra massima attenzione al presente.

Ma si può essere veramente capaci di ciò?

Almeno inizialmente, può essere meglio “arrendersi” alla propria imperfezione (per non cadere in una inutile frustrazione).

Se ancora non si è tanto “illuminati” da riuscire a “neutralizzare” completamente la mente, si potrà cominciare a riconoscere e vivere il vero valore del presente, pur continaundo a considerare anche il passato ed il futuro.

Si può cominciare a guardare, almeno un po’ più di prima (anche per brevi momenti), ciò che trascuravamo nel “qui ed ora”, pur non prendendo troppo sul serio la mindfulness.

Forse questo può essere un buon inizio; forse questa è la reale “mindfulness”. Cercherò di capirlo col tempo.

 

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Ciao; alla prossima.

 

 

Considerato che, come tutti i blog, anche il mio è un “diario in rete”, i testi sono presenti sulla pagina web in ordine anticronologico (visualizzi prima i messaggi più recenti). Pertanto se vuoi sapere perchè esiste questo blog e conoscere la sua origine puoi leggere “L’INIZIO”.

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2 commenti su “IL VALORE DEL PRESENTE

  1. seguo il tuo blog e il tuo per- corso mindfulness spero continuerai con l preparazione del materiale.
    complimenti

    • lucedisperanza@email.it'Renato il said:

      Grazie Ale per il tuo apprezzamento.

      Sono già all’opera per elaborare un articolo dedicato alla “quarta settimana del protocollo MBSR”.
      E’ piuttosto difficile e ti confesso che, almeno per me, è anche più difficile mettere realmente
      in pratica tutto quello che serve per sviluppare la mia Mindfulness.

      Dobbiamo impegnarci, e sono sicuro che riusciremo nella “nostra impresa”.

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      Grazie ancora ed a presto.

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