IL PERCORSO SCELTO

In uno dei miei primi articoli scrivevo che il mio progetto per il 2015 è “imparare l’ottimismo”.

Voglio condividere con te i progressi di questo mio percorso.
Ho l’impressione di essere sulla giusta strada, anche se solo all’inizio. Dovrò ulteriormente verificare l’utilità di quanto sto facendo e dei successivi sviluppi del mio impegno.

Questo progetto si correla a quello che è uno dei punti del mio “disegno della vita”.

Come ho già detto, nell’articolo “SCEGLI LA META, AMA IL PERCORSO” (http://lalucedisperanza.altervista.org/scegli-la-meta-ama-il-percorso/) le attività veramente significative della vita devono correlarsi princialmente al proprio “disegno della vita” ed alla propria “missione della vita”, originati da alcune riflessioni su che cosa si desidera nella vita, quale condizione finale ci piacerebbe raggiungere e dal pensare a come si vuol essere ricordati dopo la morte (non ti angosciare se parlo della morte; considera che non parlarne, per esorcizzare questa realtà finale, non serve a niente, anzi toglie significato alla vita!)

Uno dei punti del mio disegno di vita è la mia “crescita personale” ed a questo tema ho correlato la missione della mia vita (ciò che spero possa essere ricordato di me, anche dopo la mia morte): il mio blog “Hope – Guarda la luce della speranza”, nell’intento di condividere questo mio impegno, offrendo ciò che spero possa servire anche ad altri.

Leggendo i miei precedenti articoli (come: http://lalucedisperanza.altervista.org/zen-done/) ti sarà chiaro che uno dei mei riferimenti preferiti è Leo Babauta. In diversi suoi libri (come “Zen to Done”) ed in diversi articoli del suo blog (come: http://zenhabits.net/how-not-to-multitask-work-simpler-and/), Babauta raccomanda di non impegnare la propria mente in più di uno (o al massimo due) obiettivi per volta.

L’essere “multitasking” è una tendenza di tanti (anche mia) ed alcuni affermano, anche, che sia inevitabile (“ci sono sempre mille cose da fare”). Tuttavia, io sono convinto che Babauta abbia proprio ragione!

Meglio fare una cosa per volta. Bisogna solo decidere quali solo le priorità della propria vita!

Proprio per questo, ho deciso che il mio primo obiettivo per il 2015 è il miglioramento del mio ottimismo.

A tal fine ho trovato un primo buon maestro: Martin Seligman.

Seligman è uno dei “padri” della cosiddetta “psicologia positiva” ed è tra gli psicologi contemporanei più eminenti. Nel 1998 è stato eletto come Presidente dell’American Psychological Association con la maggioranza di voti più alta della storia della stessa associazione.

Le sue teorie ed il suo approccio terapeutico si rifanno all’idea che gli eventi esterni ci portano a formulare determinati pensieri (“credenze”) che a loro volta influenzeranno le nostre reazioni emotive e quindi i nostri comportamenti in occasione di ulteriori eventi.

Su questo paradigma si basa la “seconda generazione” di terapie cognitive comportamentali, con altri sui importanti protagonisti.

Tra i principali esponenti della seconda generazione delle terapie cognitivo-comportamentali vi è Albert Ellis (http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Ellis#Il_nuovo_approccio), creatore del “modello ABC”, una tecnica usata nella terapia per rendere il paziente consapevole di come i suoi criteri di valutazione degli eventi che accadono in certe situazioni, possono determinare emozioni spiacevoli.

La “prima generazione” della Terapia Comportamentale si avvaleva, semplicemente, di tecniche e procedure terapeutiche fondate su principi dell’apprendimento per affrontare e ridurre i comportamenti problematici e i sintomi psicologici.

La seconda generzione della terapia cognitivo-comportamentale si basa su modelli interpretativi, del funzionamento della mente e del comportamento umano, più evoluti ed estremamente interessanti.

Seligman è il promotore di un importante passo in avanti nella psicologia. Egli ritiene che la psicologia non si debba limitare ad occuparsi della patologia (ansia, depressione ecc.) ma anche di come possa essere migliorata la vita di chi non ha alcuna patologia.

Puoi vedere in alcuni filmati che ti ho proposto in un mio precedente articolo cosa dice, direttamente, Seligman a tal proposito: http://lalucedisperanza.altervista.org/parla-martin-seligman/

Partendo da questi presupposti, ho trovato estremamente interessante la lettura del suo libro “Imparare l’ottimismo – Come cambiare la vita cambiando il pensiero” (di cui puoi trovare una bella recensione in http://www.corem.unisi.it/bibliografia/recensioni/seligman_imparare_l_ottimismo.pdf).

Martin Seligman ha rivolto la sua attenzione ai meccanismi mentali che stanno alla base dell’ottimismo e del pessimismo di ogni essere umano, suggerendo un metodo per imparare l’ottimismo che si rifà al modello ABC di Ellis. Tale schema è stato ulteriormente sviluppato da Seligman, giungendo alla tecnica ABCDE, dove la D sta per “discussione”, di cui ti ho parlato nel precedente articolo “COME IMPARARE L’OTTIMISMO” (http://lalucedisperanza.altervista.org/impara-lottimismo/).

In un prossimo articolo, ti racconterò come sto procedendo concretamente nell’applicazione della tecnica ABCDE proposta da Seligman, in diversi ambiti della mia vita (tra i quali il lavoro, per il quale ti avevo già parlato in un precedente articolo: http://lalucedisperanza.altervista.org/sei-soddisfatto-del-tuo-lavoro/).

Ti anticipo, inoltre, che l’interesse per questi temi mi ha spinto anche a cercare di conoscere qualcosa riguardo la cosiddetta terza generazione delle terapie cognitive che, rifacendosi all’antica tecnica meditativa buddista, ha introdotto la “mindfulness” all’interno della pratica terapeutica, portando a modificare in modo considerevole il congnitivismo standard.

In questi giorni sto cercando, quindi, di capire cosa si intenda per “mindfulness”. La prima impressione che ho avuto è che si tratti di un paradigma cognitivista molto interessante, ma che si presta a facili “fraintendimenti” e ad un suo uso “opportunistico” da parte di tanti presunti “esperti”. Mi sforzerò, quindi, di fare una certa “scrematura” di tutte le informazioni rintracciate principalmente su internet, per poter offrire anche a te qualcosa di utile (almeno spero), pur non volendo interferire la mia attività prioritaria che, per il momento, resterà l’applicazione della tecnica ABCDE di Seligman di cui ti parlerò ulteriormente in altri articoli.

Non ti resta che aspettare pazientemente, per saperne di più.

 

Spero che i miei articoli ti siano utili.

Se vuoi, lascia pure un commento e se lo ritieni opportuno fai conoscere questo blog ai tuoi amici. Sarà bello “discutere” insieme.

Ciao; alla prossima.

 

Considerato che, come tutti i blog, anche il mio è un “diario in rete”, i testi sono presenti sulla pagina web in ordine anticronologico (visualizzi prima i messaggi più recenti). Pertanto se vuoi sapere perchè esiste questo blog e conoscere la sua origine puoi leggere “L’INIZIO” (http://lalucedisperanza.altervista.org/linizio/)

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